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Valentina G. Bazzani – Writer

Software di scrittura (2°parte)

Posted by on Mag 23, 2019

Software di scrittura (2°parte)

C’è un’altra categoria di software di scrittura, quelli specifici per il plotting che sono indirizzati autori che hanno bisogno di pianificare i propri libri.

Ma che cos’è il plotting?

E’ l’arte, intesa come insieme di strategie, di progettare un romanzo. Qui il discorso si amplia di molto e affonda le due radici nel dilemma dei dilemmi: il talento è innato o si può imparare a scrivere?

Secondo una corrente di pensiero, il talento naturale sarebbe solo un degli ingredienti necessari all’autore per arrivare colpire il pubblico, serve anche lo studio.

Ecco il plotting, insieme alla narratologia, lo studio degli elementi che compongono una storia, aiuta l’autore a prepararsi e costruire trame, almeno sulla carta, inattaccabili.

Uno dei più famosi programmi di plotting è Scrivener, di cui trovate una mia guida all’utilizzo qui.

Programma del tutto italiano e gratuito è Bibisco, apprezzato da molti, che si basa sul metodo snowflak (fiocco di neve) e sul concetto americano di scena.

Vi consiglio in oltre di dare uno sguardo al sito di K.M Weiland, editor scozzese, che ha realizzato un programma di plotting fatto a misura d’autore. Terminato il suo percorso conoscerete la vostra storia nei minimi dettagli, garantito.

Ma Novel Factory e Y Writer, disponibili per Windosws e solo il primo come servizio online per mac, che riscontrano negli autori un crescente interesse.

E ora la fatidica domanda: servono questi programmi?

Per quanto mi riguarda sì, ma non è l’unica strada praticabile. E’ quella che funziona per me.

Il punto non è quale decretare il metodo migliore per la scrittura di romanzo, ma che trovate quello che più si addice a voi. Io posso solo illustrarvi cosa ha funzionato per me, sperando che possa esservi di spunto.

Ma ne parleremo in alto articolo.

 

Buona serata,

Valentina

 

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Come si pianifica un romanzo? (1 parte)

Posted by on Feb 8, 2019

Buonasera.

Il lavoro mi ha portato via qualche giorno, ma stasera torno con il primo articolo di una rubrica dedicata al plotting. Che cos’è il plotting? Quell’insieme di strategie che ci consentono di costruire passo dopo passo il nostro romanzo, proprio come se fosse una casa, ancor prima di iniziare a scrivere. Ho già spiegato come mai secondo me è utile pianificare un romanzo in questo articolo,  stavolta mi soffermerò sulle varie fasi del processo creativo illustrandovi come io le affronto. Alla fine del ciclo di articoli allegherò una bibliografia dei testi che vi consiglio di leggere se volete approfondire l’argomento.

Premetto che questo metodo non è l’unica strada praticabile ne per forza la migliore, è ciò che funziona con me, prendetelo come spunto al fine di trovare il vostro metodo ideale.

Partiamo dal principio: le fasi del processo creativo. Per processo creativo si intende il percorso che ci porta dall’idea al progetto ultimato.

La prima fase è quella di brainstorming. 

E l’inizio del nostro viaggio in cui ci preoccupiamo esclusivamente di catturare le idee. In questo passaggio non ci serve molto ne esistono regole predefinite. Il mio consiglio è di appuntarsi su block notes o sullo smartphone tutte le idee che ci vengono in mente indipendentemente che siano belle, brutte, stupide, originali…non serve fare una selezione ora. Voi buttatele giù poi ci tornerete più avanti, a mente fredda. Molto utile per questo tipo di lavoro è l’app Evernote che vi permette di organizzare le note in taccuini divisi per argomento, datandole e con la possibilità di aggiungere qualunque contenuto multimediale. L’applicazione è disponibile per tutti i sistemi operativi tramite un account gratuito (che però è accessibile da un solo dispositivo) o a pagamento a seconda delle esigenze.

Al di là del mezzo che decidete di utilizzare il mio consiglio è di dedicare tutto il tempo necessario  a questa fase. Non ponetevi limiti. Date modo alle idee di raggiungervi e a voi di assorbirle. Leggete, ascoltate musica, viaggiate…fate qualsiasi cosa vi ispiri. Non si tratta andare a caccia del colpo di genio, ma semplicemente di “ascoltare” ciò che il mondo intorno a voi vi suggerisce.

Ricordate che questa fase abbraccia tutti gli aspetti di romanzo, dai personaggi all’ambientazione fino ai singoli frammenti di scene. Appuntatevi tutto.

Altri piccoli consigli: i romanzi più riusciti sono quelli che hanno qualcosa che ci appartiene: affrontano un argomento che ci incuriosisce, svelano una  verità che ci sta a cuore, mostrano come vediamo il mondo. Nessuna storia è fine a se stessa, pura invenzione. Deve riguardarci, in qualche modo, esporre il nostro pensiero, anche il modo velato. Un libro che non dice niente di noi sarà libro debole. Quindi non abbiate paura di attingere dalla vostra vita quotidiana, mascherandola dietro personaggi originali, dettagli intriganti, ambientazioni realistiche ma a loro modo uniche.

Guardatevi bene intorno, poi chiudete gli occhi. Che cosa vi è rimasto impresso? Cosa merita un secondo sguardo? Cosa vi spinge a farvi delle domande?

Individuatela isolandola da tutto il resto. Ecco, quella potrebbe essere la vostra prossima storia.

Nel fare questo non perdete mai di vista il perché quell’argomento vi interessa tanto. Segnatevelo, vi servirà nella seconda fase.

 

 

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