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Valentina G. Bazzani – Writer

Come realizzare un booktrailer efficace

Posted by on Mag 21, 2019

Come realizzare un booktrailer efficace

Realizzare un booktrailer efficace e ad effetto è così complicato?

Sì e no. Dipende sempre da quanto tempo e risorse vogliamo investire per in esso.

La prima cosa che ci serve per realizzare il nostro video è il software, ce ne sono tantissimi in commercio anche se ormai sono quasi tutti a pagamento. Io vi consiglio filmora che con un abbonamento mensile abbordabile vi permette di avere un programma completo e con tanti contenuti extra già inclusi.

Ma se avete un mac, imovie andrà benissimo, forse un po’ più antipatico e meno professionale del primo ma utile per cominciare.

Non volete acquistare un programma? beh, allora c’è animoto, un servizio online che permette di creare slideshaw molto carini e facili da ottenere.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti e le tasche, ma ora veniamo al tasto dolente: il materiale.

Dove trovare foto, musica e spezzoni di video per il nostro booktrailer che siano a libero uso commerciale?

Innanzitutto, una precisazione: ogni contenuto multimediale che non sia dichiaratamente di dominio pubblico, è accompagnato da una sua licenza che ne determina le norme di utilizzo.  Esistono determinati contenuti che per scelta dell’autore vengono forniti con licenza creative commons free (per saperne di più), ovvero possono essere utilizzatgratuitamente anche a fini commerciali, ovviamente citando la fonte.

Esistono dei siti che forniscono questo tipo di materiale, ve ne cito alcuni:

Per quanto riguarda la musica potete cercare una base gratuita oppure affidarvi ai siti di artisti indie che alcune volte forniscono i loro brani gratuitamente in cambio di pubblicità.

Mettiamo quindi di avere tutto, è finita qui?

Assolutamente no. Prima del montaggio vero e proprio è necessario creare una storyboard, la scaletta del nostro bootrailer (che non è detto sia poi il testo effettivo) e fissare il messaggio che vogliamo trasmette.

Qualche consiglio scrivere il testo:

  • non eccedete con le parole, non raccontate la trama, cercate di incuriosire senza dire nulla di sostanziale. Non dovete fornire al lettore la soluzione ma solo mettergli la pulce nell’orecchio
  • state attenti alla metrica, alla visualizzazione del testo sullo schermo e alla sua durata. Basta anche solo una parola nel punto sbagliato per rompere l’attenzione.
  •  Quando inserite il testo nel video seguite la musica, perché è quella che coinvolgerà maggiormente il lettore e lo spingerà ad andare avanti.
  • Un altro buon modo per far sentire lo spettatore al centro della storia è terminare con una domanda: tu cosa faresti se…fossi nei panni dei protagonisti?

Consigli per il montaggio video:

Sono tantissime le cose a cui prestare attenzione, si imparano soprattutto con la pratica, ma il mio consiglio è di non sforare il minuto, salvo eccezioni, perché le persone tendono a perdere progressivamente l’attenzione dal punto di inizio e se il video è lungo potrebbero non arrivare alla fine.

Occhio alle transazioni, i passaggi da una sequenza all’altra, sono necessari e possono tornare a vostro vantaggio ma cercate di variarle in modo anche che seguano il ritmo generale.

Siate avari con le parole, cercate di creare un bel connubio fra esse e la musica ma tagliate tutto quello che non serve.

Variate le immagini e ricordate che gli spezzoni di video servono a dare dinamicità, ma vanno saputi usare.

E’ tutto, spero che questa mini guida vi sia utile. Nella sezione portfolio trovate alcuni booktrailer che ho

realizzato sia per me che per altri autori.

Un abbraccio,

Valentina

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I booktrailer sono utili?

Posted by on Mag 21, 2019

I booktrailer sono utili?

Buongiorno,

oggi parliamo di booktrailer, brevi cortometraggi (di norma non più lunghi di un minuto) che sulla falsa riga dei trailer cinematografici dovrebbero incuriosire il lettore e invogliarlo ad acquistare un libro.

Ma servono davvero al fine della promozione?

A questa domanda potrei rispondere con un secco: no, sono pressoché inutili.

Ma siccome vengono ancora molto richiesti dagli autori cercherò di spiegarvi come mai io sconsiglio di investire in questo senso.

I booktrailer sono costosi:

La realizzazione di un booktrailer efficace, non raffazzonato o con materiale coperto da copyright, è abbastanza complicata e richiede tempo: tempo per cercare il materiale (possibilmente attingendo a risorse gratuite, di dominio pubblico, altrimenti i costi salgono); tempo per scegliere la musica, montare il video e creare il testo. Di media io ci metto 2-3 giorni solo per consegnare la prima bozza. Se dovessi adeguare il tempo che impiego a realizzare un booktrailer di meno di un minuto al costo, dovrei chiedere 100 euro escluso eventuale materiale a pagamento. E vi assicuro che non sarebbe affatto una cifra assurda, ma quale autore esordiente, che sono quelli che maggiormente chiedono questo servizio, lo farebbe?

E’ difficile ritornare dell’investimento:

perché non è detto che le persone che visualizzeranno il video alla fine compreranno il libro. In teoria, se è realizzato bene dovrebbe essere così, ma nella pratica lo spettatore si stanca velocemente e c’è il rischio che non arrivi nemmeno alla fine.

Il problema delle views:

e’ sconsigliabile caricare il video su piattaforme di streaming come youtube e poi condividere il link su facebook perché l’algoritmo di quest’ultimo ovviamente privilegia ciò che è caricato direttamente sulla piattaforma  social. Se un video, magari sponsorizzato, ottiene condivisioni e commenti, verrà ritenuto “affidabile” da facebook e raggiungerà un numero sempre maggiore di persone con la possibilità di diventare, in alcuni casi virale, virale.

La qualità video però sarà di molto inferiore di YouTube e ciò potrebbe rendere meno comprensibile il messaggio che volete mandare. Inoltre facebook ha una politica ferrea in materia copyright e controlla tutti i video caricati prima di renderli disponibili. Inoltre ricordatevi che ogni social ha delle sue regole, quindi il video dovrà essere caricato su ciascuna separatamente. Se volete pubblicarlo Instagram, ad esempio, ricordatevi che il video non potrà essere più lungo di un minuto).

Insomma la realizzare di un booktrailer richiede soldi, tempo e lavoro secondo me investibili in altri modi, ma se proprio vi piacciono potete imparare a farli da voi. Nella seconda parte di quest’articolo che uscirà oggi pomeriggio vi spiegherò come fare.

Per adesso spero di esservi stata utile.

Un abbraccio,

Valentina

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Pochi strumenti e piccole accortezze per scrivere un romanzo

Posted by on Mag 16, 2019

Pochi strumenti e piccole accortezze per scrivere un romanzo

Buongiorno,

siccome sono un’autrice che ama sperimentare nuovi metodi e avvalersi per l’organizzazione di strumenti vecchi (come carta e penna)  ma anche di altri decisamente più recenti, vorrei farvi una breve carrellata di tutti gli oggetti, le app, le strategie, i trucchetti che ho provato quest’anno e ritengo validi. Menzionerò anche alcuni software che non uso abitualmente ma credo possano essere di aiuto.
Mi scuso se questo elenco sarà lungo, prendetelo solo come uno spunto.

STRUMENTI CARTACEI:
– Qualsiasi raccoglitore, carpetta, taccuino o agenda può essere utile per organizzare il materiale che vi serve per scrivere un romanzo, ma io ho trovato comodissimi in particolare 3 accessori:
1) uno schedario (di quelli che si usano come rubrica telefonica) acquistato su Amazon a un prezzo piccolissimo e adattabile alle vostre esigenze. Nel mio caso con delle etichette adesive, ho trasformato i divisori in capitoli numerati, sui quali poi ho scritto da un lato il riassunto del capitolo stesso e dall’altro l’elenco delle scene. Quando sto scrivendo e ho un dubbio non faccio altro che tirare fuori il cartoncino del punto corrispondente per ritrovare la strada. Io ho scelto la taglia small, ma ci sono anche la medium e la large. Se amate scrivere all’aria aperta inoltre vi basterà estrarre le schede dal box, inserirle in una bustina e portarvele dietro.

2) maxi raccoglitore a due anelli da ufficio, ottimo per le ricerche e la prima revisione. Difficile che lo riempiate tutto ma siccome i fogli vanno bucati a mano, è più pratico di un binder a 4 fori. E’ stato la mia bibbia per un po’ di tempo.

3) taccuino formato pocket in copertina semi-rigida, con pagine staccabili, da portare in borsa. Sembrerà una sciocchezza, ma in una giornata impegnativa fermarsi due minuti per appuntare un’idea è rilassante e ti dà un certo senso di sicurezza. Inoltre ho notato che se prendo gli appunti sullo smartphone poi me li dimentico lì.

ACCESSORI PER CHI SCRIVE MOTO AL PC

Qui ne ho pochi da consigliarvi, ma sicuramente se scrivete su un pc fisso, una tastiera ergonomica di quelle da gaming o una poltrona, sempre da gaming, possono salvarvi polsi e schiena e consentirvi di scrivere più a lungo e con meno interruzioni.
Se invece preferite il portatile non ho veri consigli tranne quello di non appoggiarlo sulle ginocchia quando siete seduti a letto ma usare uno stand apposta.

Per gli occhi, impostate lo schermo su luce nottura quando scrivete, perché la luce blu potrebbe affaticarli più velocemente, e abbassate la luminosità al minimo.

SOFTWARE

Fra i software come non citare Scrivener, Novel Factory, Bibisco e affini, utili per il plotting (meno per la stesura secondo me).
Ma non sottovalutiamo Google drive per la condivisone dei file, qualsiasi tipo di file, con una o più persone. Sono due i modi: o tramite link oppure lavorando direttamente sul testo insieme alla persona che vi sta seguendo. Avrete le modifiche sincronizzate in tempo reale ed eviterete i passaggi di file.

APP
Ce ne sono milioni, una fra tutte però vi aiuterà ad essere più prodottivi: freedom, l’app che blocca le distrazioni per un tempo stabilito da voi. Potete anche decidere cosa bloccare e cosa no, ed è multi-devices, quindi potete decidere se sparire dalla faccia della terra per 20 minuti, o lasciare solo il cellulare libero. A voi la scelta. Per me una manna dal cielo.

Questi sono gli strumenti che uso di più, ce ne sarebbe molti altri ma mi fermo qui. Voi li conoscete? Ne consigliereste degli altri? Spero di esservi stata utile.

Un abbraccio

Valentina

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Piccoli trucchetti per una stesura senza intoppi

Posted by on Apr 30, 2019

Buon pomeriggio.

E’ passato davvero tantissimo tempo dall’ultima volta che ho scritto un articolo qui ma quello appena trascorso è stato un periodo abbastanza difficile, sia dal punto di vista personale che della scrittura, avevo bisogno di staccare un po’.

Non è stato tempo perso però. Da qualche giorno ho ripreso la stesura di un testo che mi sta molto a cuore e devo dire che questo periodo di blocco è stato molto utile non solo per risolvere alcuni problemi della trama, ma per giungere a delle conclusioni che mi serviranno per i lavori futuri.

Quindi eccomi qui a condividere ciò che ho imparato con con voi in un semplice decalogo che spero possa esservi utile per i vostri progetti letterari.

Premetto che queste dieci “regole” valgono per me, non è detto che sia lo stesso per voi. Prendetele solo come uno spunto per capire cosa si addice di più al vostro modo di scrivere.

 

Il decalogo per una stesura senza intoppi: 

  1. Se hai un’idea appuntala da qualche parte e lasciala riposare. Gli spunti migliori si rivelano di notte.
  2. Una volta che l’idea è formata (pensa alla tua mente come a un incubatrice) scrivi la trama, tutta compreso il finale, in un unica facciata. Se riuscirai a condensare le idee salienti della tua storia in quello spazio sarai pronto per passare allo step successivo: il progetto.
  3. nel progetto dovrai organizzare tutto quello che è emerso dalla fase di brainstorming. Le fasi del processo creativo sono 4 (brainstorming, progetto, stesura, revisione) e richiedono ciascuna il loro tempo a seconda del romanzo che vuoi scrivere. Cerca di non correre e procedi con ordine: in questo gioco non si bara. Nel progetto inserirai tutto ciò che riguarda la trama, i personaggi, l’ambientazione (world bulding) la struttura (divisa in tre atti) e l’oultile (la scaletta dei capitoli e delle scene, a seconda di come ti è più comodo).
  4. Solo quando conoscerai a fondo la tua storia, quando ti sarà entrata sotto pelle, potrai passare allo step successivo: la stesura!
  5. Nel progetto sottolinea il conflitto le  motivazioni che muovono i tuoi personaggi.
  6. Quando inizierai a scrivere ricorda che è fondamentale conoscere sempre il passo successivo.
  7. Mai fermarsi in un punto lento.
  8. Sfrutta al massimo il momento buono.
  9. Non rileggere da solo ma sempre con qualcuno che ti aiuti nella prima revisione “a caldo”.
  10. non dare per scontato che le idee peggiori siano le prime. Complicare inutilmente la trama è controproducente.

Spero che questo decalogo possa esservi utile e se volete che aggiunga qualcosa scrivetemelo nei commenti. Grazie,

a presto

Valentina

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Il mio metodo

Posted by on Gen 29, 2019

Negli anni ho provato tantissimi metodi di scrittura, sia per quanto riguarda la pianificazione dei romanzi che per la stesura effettiva. Ma ora posso di aver trovato quello giusto per me. Lo condivido con voi sperando che possa esservi utile per costruire il vostro “modus operandi” ideale.

Mi aggancio di nuovo alle tre fasi del processo creativo.

Branstorming: 

per “catturare” le idee uso evernote perché spesso le intuizioni migliori mi vengono quando sono fuori e evernote mi permette di organizzare i taccuini per argomento e le note per data, così trovo sempre sempre tutto, anche gli appunti molto vecchi, e posso usarlo anche offline.

 

 

Progetto

qui ho provato veramente di tutto, dai software più complicati a carta e penna.

Alla fine mi sono assestata su Scrivener. Non è facilissimo da usare all’inizio ma ti permette di creare un progetto da 0 secondo le tue esigenze e salvarlo nei modelli, quindi lo trovo molto utile.

 

 

 

 

 

Prima stesura

per la prima stesura mi sono abituata ad usare Google docs. Perché?
– Perché l’applicazione per smartphone è più semplice e veloce di word.
– Perché posso salvare i documenti offline e le modifiche vengono salvate appena si ha connessione.
– Perché le modifiche vengono salvate in tempo reale (ovvio, scrivendo online), il collegamento con il cloud è diretto (quindi l’archiviazione più facile), ed è impossibile perdere dati.
– Perché se ho bisogno del file doc basta che lo scarichi nel formato giusto.
– Perché in fase di editing la modalità commenti è molto più chiara di quella di word e il testo è condivisibile con una o più persone senza passaggio di file.
– Perchè è gratuito.
E potrei andare avanti…
(Però il correttore automatico mi segna parole che in italiano sono corrette, devo controllare la lingua).

in particolare Google docs mi dà la possibilità di tenere aperte più schede contemporaneamente: stesura, flashback (la mia seconda storyline) ambientazione, parti aggiuntive.

Per le revisioni pre-editing credo che utilizzerò word. 
Per adesso sono costretta ad abbandonare di nuovo la carta perché mi rende troppo caotica, per me taccuini e block notes vanno bene per prendere appunti ma non per progettare un romanzo, che tristezza 
E questo è tutto.

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L’arco di sviluppo di una storia.

Posted by on Mag 8, 2018

L’arco di sviluppo di una storia.

Salve a tutti.

Mi scuso per l’assenza, ma oltre il lavoro, sono alle prese con un romanzo la cui stesura si sta rivelando particolarmente ostica. Ma oggi ho avuto un’illuminazione.

Ho notato che più o meno tutti romanzi che ho letto rispettano questo schema:

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