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Valentina G. Bazzani – Writer

Le fasi del processo creativo

Posted by on Giu 11, 2019

Le fasi del processo creativo

Le fasi del processo creativo sono essenzialmente tre:

  • Braninstorming
  • Progettazione
  • stesura

A cui poi ovviamente si aggiungono la revisione e l’editing.

Ognuno di noi affronta questi step in modo diverso, ma ciascuna di esse ha delle caratteristiche peculiari.

Il brainstorming è quel periodo più o meno lungo, in un cui un autore cerca di “catturare” le idee. In genere la scintilla è già scattata e noi stiamo provando a focalizzarle gli aspetti principali della storia, dai personaggi all’ambientazione. Come ho scritto una volta nel gruppo Facebook “Parlando e Scrivendo”: “l’ispirazione viene da fuori, l’originalità da dentro”.

Cosa significa? che un romanzo nasce quando qualcosa di cui facciamo esperienza tocca la nostra sensibilità. Questo è il fulcro di tutto, ciò che dà vita alla “magia” insita in ogni libro: il connubio fra ispirazione e originalità.

Se l’originalità è una capacità del tutto innata, l’ispirazione si può favorire attraverso la lettura, la musica, la fruizioni di film e serie tv, tutto ciò che sia narrare…ma non dimenticatevi che la nostra stessa vita è una storia. Quindi il modo migliore per sollecitare l’ispirazione è vivere e impregnare di quel vissuto i nostri testi (non per forza in forma autobiografica).

Dopo alcuni mesi (forse più forse meno) la nostra idea è formata, iniziamo subito a scrivere?

Beh, c’è chi lo fa perché sente di avere le idee chiare e non ha bisogno di approfondire ulteriormente lo studio degli elementi della storia. Questo può capitare se si è molto sicuri di quello che si vuole scrivere o si si è autori esperti, con un metodo già consolidato.

Faccio una premessa a questo punto: ci sono autori che durante la fase di brainstorming pensano così bene il proprio romanzo (senza magari bisogno di scrivere niente) che finita questa sono già pronti per la stesura.

Altri che sentono il bisogno di soffermarsi su alcuni aspetti scrivendo scalette o schede personaggi.

Io credo però che per tutti i romanzi ci sia una fase di progettazione, che sia scritta o mentale, consapevole o inconsapevole. Perché non si può scrivere una storia se non si hanno le idee chiare.

Poniamo caso che noi vogliamo stendere un progetto completo e scritto della nostra storia, cosa inseriamo?

A questo argomento sarebbe il caso dedicare un articolo a parte. Per il momento vi posso dire quali sono gli elementi fondamentali per me:

  • idea ( e tutto quella che a essa si riferisce, quindi anche il messaggio alla base del vostro libro)
  • trama (sia trama estesa che sinossi)
  • struttura (in genere divisa in tre atti)
  • personaggi
  • ambientazione (word building)
  • ouline (scaletta dei capitoli e delle scene)

Molti identificano l’outline come il progetto stesso, mentre io preferisco separarli, ma è una scelta personale.
Tutti questi elementi sono concatenati fra loro, se nel progetto li analizzeremo separatamente in fase di stesura sarà necessario metterli in relazione l’uno con l’altro, dovranno muoversi insieme.

La stesura:

se abbiamo svolto una corretta progettazione dovrebbe essere la parte più “facile” e divertente del lavoro, anche qui però cambia molto da autore ad autore. Può durare da pochi mesi ad anni, non ci sono regole.

Seguono la revisione e l’editing.

Ritengo sia importante rileggere il testo, fare una prima correzione a caldo, poi lasciarlo decantare un paio di mesi ed inviarlo a un editor. Questo vi consentirà di consegnare un testo con una prima rifinitura ma ancora “lavorabile”.

Questi sono tutti argomenti che avrebbero bisogno di maggiore spazio, ma spero per il momento di esservi stata utile.

un abbraccio

 

Valentina

 

 

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Case editrici Vs Self

Posted by on Giu 10, 2019

Case editrici Vs Self

Buongiorno, con questo articolo riprendere la programmazione regolare degli articoli legati al gruppo facebook “Parlando e scrivendo”.

Mi scuso per l’assenza della scorsa settimana.

L’argomento oggi è di quelli spinosi: case editrici o self publishing?

Parto con il dire che la domanda contenuta nel titolo è retorica e vuole essere anche un po’ una provocazione. Non esiste in realtà, una scelta migliore di un’altra, entrambe le strade posso essere valide e hanno i loro pro e i loro contro. Ciò che fa la differenza infatti non è la forma di pubblicazione, ma l’autore stesso.

Ci sono autori e autrici che si trovano a loro a agio nel self e non hanno problemi a curare personalmente ogni aspetto della realizzazione del loro libro e altri che invece preferiscono avere alle spalle una casa editrice e poter contare su un team di professionisti, a scapito forse un po’ della libertà di iniziativa.

E poi c’è chi non si identifica nessuna delle due categorie sopracitate, ma passa agevolmente dalle case editrici al self a seconda del testo del periodo in cui si trovano.

Sarà capitato anche a voi di sentire l’aggettivo “ibrido” associato a questi autori, magati usato in tono un po’ altezzoso da chi ha scelto di pubblicare solo in self o solo con casa editrici.

Io credo che questi discorsi non debbano neanche esistere. Non c’è niente di male nel passare da un tipo di pubblicazione all’altra. Sperimentare è importante per trovare la propria identità come autori. Qualsiasi tipo di recriminazione verso una scelta del tutto personale e soggettiva, è solo un facile appiglio per attaccare il lavoro altrui, a mio parere.

E questo non è mai un bel biglietto da visita.

Quindi il problema non è scegliere cosa sia meglio fra editrici o self, il punto sta nel capire quale sia la collocazione più adeguata per quel testo in quel dato momento della vostra carriera, tenendo conto della storia, del genere, dell’andamento di mercato ma soprattutto della vostra “dimensione d’autore”. Chiedetevi: come posso arrivare più facilmente ai lettori?

Fate un elenco dei pro e dei contro poi mettete tutto su una bilancia.

Ma per favore, lasciate pregiudizi e opinioni altrui fuori da questa scelta. Perché sarete solo voi alla fine a farne le spese.

Non esitono pubblicazioni di serie A o di serie B. Ma solo libri (a nostro parere) “belli”, cioè di un livello qualitativo che ci soddisfa, e libri “brutti”.

Il contenitore, in fondo, non può cambiare il contenuto.

Spero che questo articolo, nella sua semplicità, possa esservi utile.

Grazie

 

Valentina

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Come impaginare un ebook?

Posted by on Mag 28, 2019

Come impaginare un ebook?

Partiamo da questa premessa:

è importante impaginare il file word prima di caricarlo sulle piattaforme self. Perché?

Perché, anche se Amazon e affini, dispongono di software di conversione per la decodifica del file, doxs (o ancor paggio pdf) in mobi (ora sostituito con l’AZW3), ma il risultato nella stragrande maggioranza dei casi sarà pessimo, anche se il testo è stato impaginato in word.
E all’autore cosa interessa? Beh, dovrebbe importargli visto che in presenza di gravi errori di impaginazione e visualizzazione dell’ebook, Amazon può rimuovere il prodotto dalla piattaforma finché l’autore non lo ricaricherà rispettando gli standard di qualità elencati in questa guida alla pubblicazione fornita dalla piattaforma stessa.
Quindi occhio alle segnalazioni.
Per non avere problemi, io consiglio di non limitarsi a impaginare il file in word ma di creare di partenza l’ebook, da caricare poi così com’è nel formato giusto. In questo modo eviterete qualsiasi errore di visualizzazione.

Ma come creare un l’ebook da soli?
Ci sono diverse soluzioni fra le quali scegliere in base al tempo, alle risorse e al livello di competenza in materia di cui disponete.
Il programma di sicuro migliore per impaginare sia ebook che cartaceo è Indesing, facente parte della suite Adobe. Con esso potete personalizzare in toto la grafica del vostro epub creando layout davvero molto accattivanti, indici navigabili, inserendo immagini e contenuti multimediali (o link che rimandano a siti eterni) e perfino pdf interattivi (Indicati ad esempio per opere rivolte ai bambini). E’ un programma professionale che se usato bene porta a risultati di alto livello.
Di contro non è per niente facile da usare (anche se ci sono dei corsi gratuiti su YouTube), richiede un tempo abbastanza lungo di apprendimento e la sottoscrizione di un abbonamento mensile non certo fra i più economici.

A chi lo consiglio? A professionisti dell’editoria e grafici editoriali, ossia a quelle persone che necessitano di software ad alte prestazioni e hanno il tempo e le risorse da dedicarvici. Nulla toglie che anche un autore con una particolare dimestichezza con il pc lo possa usare.

In alternativa, solo per l’ebook, c’è Sigil. Programma gratuito molto semplice da usare, fornisce funzionalità base ma complete e la possibilità di personalizzare e aggiustare la formattazione del testo attraverso il codice HTML. Infatti fornisce due editor, uno visuale e l’altro per il codice, come nei siti web.
Il mio consiglio è di lavorare con l’html, copiate e incollate il testo nel box apposito in modalità visuale, poi passate all’altro editor e inserite le stringe di codice che vi servono nei punti giusti in modo da correggere i vari errori di formattazione. Detto così sembra complicato ma su internet trovate moltissime guide, sia all’utilizzo del software sia del codice. Quindi provateci, il risultato potrebbe sorprendervi e il vostro testo, impaginato come si deve e con una grafica personalizzata, sicuramente ne acquisterà in valore.
Pro: è gratuito e non troppo difficile da usare.
Contro: richiede comunque prove e un tempo medio di apprendimento. Se non avete dimestichezza con il codice HTML dovrebbe cercare una guida apposta, ce ne sono tantissime online.

Se l’opzione A e B non fanno per voi, potete provare con Calibre, un semplice programma di conversione. Ma il risultato sarà tutt’altro che perfetto. Oppure potete affidarvi a un professionista, che talvolta può essere il vostro stesso editor, in grado di sistemare il file in modo da non avere problemi con Amazon.

Scegliete voi, io sono convinta che sia importante interessarsi di tutte le fasi del processo di creazione di un libro, dal testo alla veste grafica (anche se ciò non esclude di affidarsi a professionisti per cose che non riusciamo a fare), perché questo ci dà un’idea di quanta cura ci sia dietro un prodotto editoriale, che sia pubblicato con casa editrice o in self.
In ogni caso, l’importante è che non vi arrendiate a un lavoro mediocre.
Continuate a provare, sperimentate. Sia curiosi. Siate affamati (come diceva Stevs Jobs). Imparate aq fare più cose possibili, anche se poi saranno altri ad accopparsene per voi.

Perché un libro non è altro che l’espressione del vostro essere, in toto, non solo una parte.

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Software di scrittura (2°parte)

Posted by on Mag 23, 2019

Software di scrittura (2°parte)

C’è un’altra categoria di software di scrittura, quelli specifici per il plotting che sono indirizzati autori che hanno bisogno di pianificare i propri libri.

Ma che cos’è il plotting?

E’ l’arte, intesa come insieme di strategie, di progettare un romanzo. Qui il discorso si amplia di molto e affonda le due radici nel dilemma dei dilemmi: il talento è innato o si può imparare a scrivere?

Secondo una corrente di pensiero, il talento naturale sarebbe solo un degli ingredienti necessari all’autore per arrivare colpire il pubblico, serve anche lo studio.

Ecco il plotting, insieme alla narratologia, lo studio degli elementi che compongono una storia, aiuta l’autore a prepararsi e costruire trame, almeno sulla carta, inattaccabili.

Uno dei più famosi programmi di plotting è Scrivener, di cui trovate una mia guida all’utilizzo qui.

Programma del tutto italiano e gratuito è Bibisco, apprezzato da molti, che si basa sul metodo snowflak (fiocco di neve) e sul concetto americano di scena.

Vi consiglio in oltre di dare uno sguardo al sito di K.M Weiland, editor scozzese, che ha realizzato un programma di plotting fatto a misura d’autore. Terminato il suo percorso conoscerete la vostra storia nei minimi dettagli, garantito.

Ma Novel Factory e Y Writer, disponibili per Windosws e solo il primo come servizio online per mac, che riscontrano negli autori un crescente interesse.

E ora la fatidica domanda: servono questi programmi?

Per quanto mi riguarda sì, ma non è l’unica strada praticabile. E’ quella che funziona per me.

Il punto non è quale decretare il metodo migliore per la scrittura di romanzo, ma che trovate quello che più si addice a voi. Io posso solo illustrarvi cosa ha funzionato per me, sperando che possa esservi di spunto.

Ma ne parleremo in alto articolo.

 

Buona serata,

Valentina

 

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Software di scrittura (1 parte)

Posted by on Mag 23, 2019

Software di scrittura (1 parte)

Sono tantissimi i programmi che ci possono aiutare nel compimento di un progetto letterario. Io li divido primariamente in due categorie:

  • software di videoscrittura, quali Word, Open Office, Libre Office ecc… Ma anche i cosiddetti programmi di free write (Ulysses, Write! Focus Writer e affini) che hanno lo scopo di creare un ambiente di lavoro il più possibile scevro da distrazioni e usano interfaccia minimalista.
  • I software di plotting, quelli che oltre a permetterci di scrivere ci consentono di progettare i nostri romanzi nella stessa app.

Parliamo dei primi.

Beh non c’è molto da dire, Word in questa categoria la fa da padrona. Anch’io non riesco a farne del tutto a meno, anche se non si può dire sia privo di difetti. Tuttavia è il programma più utilizzato sia da autori che da editor e se vi serve un semplice programma per la stesura, con anche la modalità commenti (molto comoda) e la modalità revisione quando dovete apportare delle modifiche da approvare in seguito, è il più consigliato.

Word si trova all’interno del pacchetto office acquistare con abbonamento mensile oppure come singola app (in questo caso avrete la licenza illimitata).

Ok, ma ci sono delle alternative gratuite?

Sì, il famigerato open office, e la sua versione migliorata, libre office. La sostanziale differenza con Word è che quando salvate un documento, dovete ricordarvi di selezione nel menù a tendina il formato docx, anziché quello di default, l’odt. in modo che sia compibile con tutti gli altri programmi di videoscrittura.

Anche se so che moti si trovano bene con questa suite, io consiglio sempre Word che permette di avere uno spazio cloud dedicato, one drive, in cui salvare il file che sarà disponibile su tutti i vostri dispositivi, smartphone compresi.

Un’altra soluzione che sta prendendo sempre più piede è Google docs, il servizio di scrittura che ti permette di lavorare online e salvare i documenti direttamente su google drive. Si può fare praticamente tutto lì, compreso lavorare in più di una persona sullo stesso file o condividerlo tramite link. L’ho provato per un certo periodo per un editing e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita. Credo che l’unico difetto sia il correttore ortografico, ma contando che è uno strumento totalmente gratuito ed estremamente versatile, la trovo una valida alternativa per chi non è interessato a scrivere in locale.

Programmi di free write

Cosa sono? Software dall’interfaccia minimalista che partono da un concetto diametralmente opposto dai precedenti: limitare le distrazioni togliendo tutte quelle funzioni superflue che potrebbero interferire con la scrittura. Quindi niente formattazione del testo (quella si potrà applicare di fase di esportazione sulla base del Markdown, una serie di combinazioni che ci permettono di dare indicazioni base, i corsivi, in grassetti e così via…), possibilità di avere il tema scuro, pagina a tutto schermo, comandi essenziale, certe volte vengono forniti anche rumori di sottofondo che dovrebbero favorire la concentrazione.

Insomma, se odiate avere troppe cose sullo schermo provate Ulysses, di casa apple, Write! (la mia ultima scoperta), Focus Writer, OmmWriter, IA Writer…

Sperimentate. Non c’è un programma che vi consiglierei più di un altro, ognuno di essi risponde ad esigenze diverse. Sta a a voi scegliere la soluzione che più si avvicina alle vostre.

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Come realizzare un booktrailer efficace

Posted by on Mag 21, 2019

Come realizzare un booktrailer efficace

Realizzare un booktrailer efficace e ad effetto è così complicato?

Sì e no. Dipende sempre da quanto tempo e risorse vogliamo investire per in esso.

La prima cosa che ci serve per realizzare il nostro video è il software, ce ne sono tantissimi in commercio anche se ormai sono quasi tutti a pagamento. Io vi consiglio filmora che con un abbonamento mensile abbordabile vi permette di avere un programma completo e con tanti contenuti extra già inclusi.

Ma se avete un mac, imovie andrà benissimo, forse un po’ più antipatico e meno professionale del primo ma utile per cominciare.

Non volete acquistare un programma? beh, allora c’è animoto, un servizio online che permette di creare slideshaw molto carini e facili da ottenere.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti e le tasche, ma ora veniamo al tasto dolente: il materiale.

Dove trovare foto, musica e spezzoni di video per il nostro booktrailer che siano a libero uso commerciale?

Innanzitutto, una precisazione: ogni contenuto multimediale che non sia dichiaratamente di dominio pubblico, è accompagnato da una sua licenza che ne determina le norme di utilizzo.  Esistono determinati contenuti che per scelta dell’autore vengono forniti con licenza creative commons free (per saperne di più), ovvero possono essere utilizzatgratuitamente anche a fini commerciali, ovviamente citando la fonte.

Esistono dei siti che forniscono questo tipo di materiale, ve ne cito alcuni:

Per quanto riguarda la musica potete cercare una base gratuita oppure affidarvi ai siti di artisti indie che alcune volte forniscono i loro brani gratuitamente in cambio di pubblicità.

Mettiamo quindi di avere tutto, è finita qui?

Assolutamente no. Prima del montaggio vero e proprio è necessario creare una storyboard, la scaletta del nostro bootrailer (che non è detto sia poi il testo effettivo) e fissare il messaggio che vogliamo trasmette.

Qualche consiglio scrivere il testo:

  • non eccedete con le parole, non raccontate la trama, cercate di incuriosire senza dire nulla di sostanziale. Non dovete fornire al lettore la soluzione ma solo mettergli la pulce nell’orecchio
  • state attenti alla metrica, alla visualizzazione del testo sullo schermo e alla sua durata. Basta anche solo una parola nel punto sbagliato per rompere l’attenzione.
  •  Quando inserite il testo nel video seguite la musica, perché è quella che coinvolgerà maggiormente il lettore e lo spingerà ad andare avanti.
  • Un altro buon modo per far sentire lo spettatore al centro della storia è terminare con una domanda: tu cosa faresti se…fossi nei panni dei protagonisti?

Consigli per il montaggio video:

Sono tantissime le cose a cui prestare attenzione, si imparano soprattutto con la pratica, ma il mio consiglio è di non sforare il minuto, salvo eccezioni, perché le persone tendono a perdere progressivamente l’attenzione dal punto di inizio e se il video è lungo potrebbero non arrivare alla fine.

Occhio alle transazioni, i passaggi da una sequenza all’altra, sono necessari e possono tornare a vostro vantaggio ma cercate di variarle in modo anche che seguano il ritmo generale.

Siate avari con le parole, cercate di creare un bel connubio fra esse e la musica ma tagliate tutto quello che non serve.

Variate le immagini e ricordate che gli spezzoni di video servono a dare dinamicità, ma vanno saputi usare.

E’ tutto, spero che questa mini guida vi sia utile. Nella sezione portfolio trovate alcuni booktrailer che ho

realizzato sia per me che per altri autori.

Un abbraccio,

Valentina

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