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Valentina G. Bazzani – Writer

Intervista ai professionisti: Edy Tassi

Posted by on Feb 9, 2019

Intervista ai professionisti: Edy Tassi

Buongiorno scrittori.

Oggi abbiamo il piacere di avere come ospite Edy Tassi, scrittrice molto apprezzata dalle lettrici italiane. Quando ho proposto questa intervista a Edy avrei voluto che vertesse sul suo manuale di scrittura “Scrivere rosa” edito l’anno scorso da Editrice Bibliografica, ma poi mi sono ritrovata a passare un periodo difficile negli ultimi mesi del  2018 e ho deciso di cambiare focus intervista.

Ma prima di tutto salutiamo Edy, grazie per essere qui con noi.

 

Grazie a te, Valentina, di avermi invitata e ciao a tutti i tuoi lettori!

Come dicevo nell’introduzione, questa intervista sarà un’intervista un po’ particolare, ma tempo fa avevo letto un tuo post che mi aveva molto colpita, in cui spiegavi di aver attraversato un periodo difficile ma che alla fine nuove porte si erano aperte.Poco dopo è stata annunciata l’uscita per Emma Books del romanzo “Ballando con il fuoco”, edito precendetemente da Harper Collins. Senza entrare nei dettagli, che cosa consigli a un autore/autrice che si trova ad attraversare un periodo down della sua “carriera” e vorrebbe reinventarsi?

Una domandina iniziale di tutto riposo! Sì, il 2017 è stato un anno lavorativamente difficile. Mi sono sentita come un uccellino a cui sparano mentre sta per spiccare il volo. E quando ne parlo, non esito a paragonarlo a un lutto che ho dovuto elaborare. So che la parola lutto può suonare forte, davanti ai lutti veri, fisici, ma la verità è che quando metti tutto te stesso in un progetto, quando ci credi, quando ci speri, quando lo coltivi con cura (e gli altri attorno a te sembrano voler fare lo stesso), vederlo naufragare è davvero doloroso e ti lascia smarrito, insicuro.

Così, all’inizio, ho solo aspettato. Siamo abituati a voler rimontare in sella subito, ma a volte è meglio fare una pausa.

Perché sono convinta che il vero motore della ripresa è dentro di noi. Possono offrirci tutte le occasioni che vogliamo, ma se non ci crediamo noi, non arriviamo da nessuna parte. E questo è tanto più vero quando “il destino” sembra remare contro.

Ok, finito il discorsetto filosofico. Il mio segreto per non fermarmi e… non fermarmi.

Prima di tutto, non ho smesso di scrivere. La crisi c’è stata ma ogni volta che non scrivo mi sento in difetto verso me stessa. Quindi, anche poco, pochissimo, ma l’importante è scrivere tutti i giorni. Dieci pagine, dieci righe, dieci parole.

E poi fare un bell’elenco di quello che si sa fare e che magari, per pudore, non si è mai mostrato. Tenerselo davanti e provare a vedere se ci sono delle connessioni, dei legami. E provare a reinventarsi da lì. Allargare lo sguardo.

Ah, un’altra cosa. Io trovo che, nei momenti difficili, sia bellissimo dare. Io so tante cose sulla scrittura ma fino a poco fa me le tenevo tutte per me. Dopo quel momento di crisi ho deciso di cominciare a condividere. Post, consigli, video. E nella condivisione ho trovato un mondo di persone che la pensano allo stesso modo e che hanno reso le mie giornate più luminose, nonostante quel volo spezzato nel 2017.

 C’è stato un mai un momento in cui hai desiderato mollare tutto? Cosa ti ha convinta a insistere?

Eccome se c’è stato. Ma non ho mai mollato per un semplice motivo. Che senza libri e senza scrittura io non sarei più io. La mia passione è quella che fa di me la persona che sono. Non potrei immaginarmi a non leggere o a non scrivere più. Al punto da pensare che la cosa che mi mancherà maggiormente, quando finirò lunga e distesa in una scatola di legno o polverizzata in un barattolino, sono tutti i libri che non potrò più leggere. Renditi conto! J

Ma senza andare così lontano, non mi arrendo perché penso di avere uno scopo. Il desiderio di scrivere è nato in me da bambina, mentre leggevo. Volevo regalare agli altri le emozioni che i libri regalavano a me. E così continuo a scrivere perché è questo che mi muove. La voglia di regalare emozioni, serenità, momenti di svago.

Quanto è importante per chi vuole scrivere di professione fare un passo indietro ogni tanto e tornare all’orgine del proprio amore per la scrittura?

È importante perché serve per trovare la motivazione nei momenti no. Non ci sono motivi migliori o peggiori. Uno può voler scrivere perché vuole diventare famoso. O perché vuole vincere il premio Bancarella. O perché vuole entrare nella classifica dei bestseller di Amazon. O perché vuole diventare ricco (impossibile!). Però, siccome difficilmente le cose vanno come uno vorrebbe, allora fare un passo indietro aiuta a ritrovare una visione più obiettiva. Che non è un passo rinunciatario. È il passo indietro che fa un pittore per vedere il quadro nel suo insieme. Per ritrovare la prospettiva. Serve anche per vedere se si è imboccata la strada sbagliata. Capita. Pensi che una certa scelta sia giusta e invece non lo è. Fare un passo indietro è indice di intelligenza e sensibilità.

Blocco dello scrittore: l’hai provato? lo temi? Tre consigli per superarlo.

Lo temo moltissimo! Ho un blocco dello scrittore praticamente tutti i giorni. Se mi rassegno a non scrivere, cioè.

Quindi i miei tre consigli sono:

  • Scrivere comunque. Se l’appetito vien mangiando, il blocco si combatte scrivendo.
  • Sfogliare una rivista. Qualche buona idea, se lo si fa con occhio da scrittore, arriva sempre.
  • Una bella telefonata con un writing buddy, con cui confrontarsi e magari discutere di quel passaggio che non funziona o ci frena.

Scrittura: lavoro o vocazione?

Entrambi. Una vocazione, che dà frutti solo se la si tratta come un lavoro. Dedicando tempo, con costanza e impegno. Magari non si scriverà il capolavoro del secolo, ma sarà sempre una soddisfazione. E poi non è detto che la scrittura debba essere per forza qualcosa da mostrare. Scrivere è anche un gesto molto intimo che si può coltivare per sé, per scavarsi dentro. E chissà che da tutto quello scavare, a un certo punto non salti fuori una storia!

 Come di consueto ti chiedo tre ingrendienti secondo te indispensabili per il successo editoriale.

  • Tanta pazienza. Per qualcuno il successo editoriale arriva in un lampo. Per qualcuno non arriva mai. La pazienza se non altro rende l’attesa più sopportabile e permette di approfittare di occasioni a cui magari non avevamo pensato.
  • Scrivere scrivere scrivere. Se i lettori non hanno niente da leggere, il successo editoriale non può arrivare.
  • Spirito critico. Lo so, ci sentiamo tutti dei Wilburn Smith, delle Rowling, delle James, degli Asimov o dei Simenon. Ma non lo siamo. Quindi scrivere scrivere scrivere, pensando che si può sempre fare meglio.

Grazie Edy per esserti prestata a questa chicchierata un po’ anticonvenzionale

E grazie a voi scrittori, alla prossima

 

Valentina

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Come si pianifica un romanzo? (1 parte)

Posted by on Feb 8, 2019

Buonasera.

Il lavoro mi ha portato via qualche giorno, ma stasera torno con il primo articolo di una rubrica dedicata al plotting. Che cos’è il plotting? Quell’insieme di strategie che ci consentono di costruire passo dopo passo il nostro romanzo, proprio come se fosse una casa, ancor prima di iniziare a scrivere. Ho già spiegato come mai secondo me è utile pianificare un romanzo in questo articolo,  stavolta mi soffermerò sulle varie fasi del processo creativo illustrandovi come io le affronto. Alla fine del ciclo di articoli allegherò una bibliografia dei testi che vi consiglio di leggere se volete approfondire l’argomento.

Premetto che questo metodo non è l’unica strada praticabile ne per forza la migliore, è ciò che funziona con me, prendetelo come spunto al fine di trovare il vostro metodo ideale.

Partiamo dal principio: le fasi del processo creativo. Per processo creativo si intende il percorso che ci porta dall’idea al progetto ultimato.

La prima fase è quella di brainstorming. 

E l’inizio del nostro viaggio in cui ci preoccupiamo esclusivamente di catturare le idee. In questo passaggio non ci serve molto ne esistono regole predefinite. Il mio consiglio è di appuntarsi su block notes o sullo smartphone tutte le idee che ci vengono in mente indipendentemente che siano belle, brutte, stupide, originali…non serve fare una selezione ora. Voi buttatele giù poi ci tornerete più avanti, a mente fredda. Molto utile per questo tipo di lavoro è l’app Evernote che vi permette di organizzare le note in taccuini divisi per argomento, datandole e con la possibilità di aggiungere qualunque contenuto multimediale. L’applicazione è disponibile per tutti i sistemi operativi tramite un account gratuito (che però è accessibile da un solo dispositivo) o a pagamento a seconda delle esigenze.

Al di là del mezzo che decidete di utilizzare il mio consiglio è di dedicare tutto il tempo necessario  a questa fase. Non ponetevi limiti. Date modo alle idee di raggiungervi e a voi di assorbirle. Leggete, ascoltate musica, viaggiate…fate qualsiasi cosa vi ispiri. Non si tratta andare a caccia del colpo di genio, ma semplicemente di “ascoltare” ciò che il mondo intorno a voi vi suggerisce.

Ricordate che questa fase abbraccia tutti gli aspetti di romanzo, dai personaggi all’ambientazione fino ai singoli frammenti di scene. Appuntatevi tutto.

Altri piccoli consigli: i romanzi più riusciti sono quelli che hanno qualcosa che ci appartiene: affrontano un argomento che ci incuriosisce, svelano una  verità che ci sta a cuore, mostrano come vediamo il mondo. Nessuna storia è fine a se stessa, pura invenzione. Deve riguardarci, in qualche modo, esporre il nostro pensiero, anche il modo velato. Un libro che non dice niente di noi sarà libro debole. Quindi non abbiate paura di attingere dalla vostra vita quotidiana, mascherandola dietro personaggi originali, dettagli intriganti, ambientazioni realistiche ma a loro modo uniche.

Guardatevi bene intorno, poi chiudete gli occhi. Che cosa vi è rimasto impresso? Cosa merita un secondo sguardo? Cosa vi spinge a farvi delle domande?

Individuatela isolandola da tutto il resto. Ecco, quella potrebbe essere la vostra prossima storia.

Nel fare questo non perdete mai di vista il perché quell’argomento vi interessa tanto. Segnatevelo, vi servirà nella seconda fase.

 

 

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Il mio metodo

Posted by on Gen 29, 2019

Negli anni ho provato tantissimi metodi di scrittura, sia per quanto riguarda la pianificazione dei romanzi che per la stesura effettiva. Ma ora posso di aver trovato quello giusto per me. Lo condivido con voi sperando che possa esservi utile per costruire il vostro “modus operandi” ideale.

Mi aggancio di nuovo alle tre fasi del processo creativo.

Branstorming: 

per “catturare” le idee uso evernote perché spesso le intuizioni migliori mi vengono quando sono fuori e evernote mi permette di organizzare i taccuini per argomento e le note per data, così trovo sempre sempre tutto, anche gli appunti molto vecchi, e posso usarlo anche offline.

 

 

Progetto

qui ho provato veramente di tutto, dai software più complicati a carta e penna.

Alla fine mi sono assestata su Scrivener. Non è facilissimo da usare all’inizio ma ti permette di creare un progetto da 0 secondo le tue esigenze e salvarlo nei modelli, quindi lo trovo molto utile.

 

 

 

 

 

Prima stesura

per la prima stesura mi sono abituata ad usare Google docs. Perché?
– Perché l’applicazione per smartphone è più semplice e veloce di word.
– Perché posso salvare i documenti offline e le modifiche vengono salvate appena si ha connessione.
– Perché le modifiche vengono salvate in tempo reale (ovvio, scrivendo online), il collegamento con il cloud è diretto (quindi l’archiviazione più facile), ed è impossibile perdere dati.
– Perché se ho bisogno del file doc basta che lo scarichi nel formato giusto.
– Perché in fase di editing la modalità commenti è molto più chiara di quella di word e il testo è condivisibile con una o più persone senza passaggio di file.
– Perchè è gratuito.
E potrei andare avanti…
(Però il correttore automatico mi segna parole che in italiano sono corrette, devo controllare la lingua).

in particolare Google docs mi dà la possibilità di tenere aperte più schede contemporaneamente: stesura, flashback (la mia seconda storyline) ambientazione, parti aggiuntive.

Per le revisioni pre-editing credo che utilizzerò word. 
Per adesso sono costretta ad abbandonare di nuovo la carta perché mi rende troppo caotica, per me taccuini e block notes vanno bene per prendere appunti ma non per progettare un romanzo, che tristezza 
E questo è tutto.

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