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Valentina G. Bazzani – Writer

Intervista d’autore: Domenica Lupia

Posted by on Giu 30, 2019

Intervista d’autore: Domenica Lupia

Proseguono le interviste d’autore con un’autrice esordiente dal grande talento che affronta tematiche a dir poco particolari: Domenica Lupia.
Grazie per essere qui con noi

1. Ho letto la sinossi del tuo libro del tuo romanzo d’esordio, Pelle, edito per la casa editrice Mazzelane, sono rimasta sconvolta e affascinata. I temi che tratti, quasi l’ossessione, la malattia mentale, l’amore sovrapposto alla perversione, sono molto forti e attuali ma anche veri. Sembra che tu voglia indagare i lati più oscuri ma per questo non meno reali dell’animo umano. E’ così? Da che cosa è mossa questa indagine?

Ciao Valentina, sì, è esattamente così. Con la scrittura cerco di indagare alcuni aspetti dell’animo umano poco visibili, poco condivisi e, spesso segreti. L’indagine che conduco è mossa soprattutto dalla curiosità che nutro nei confronti della mente umana, della sua potenzialità e dei suoi limiti ma, non di meno, anche dalla costante necessità di risposte: siamo dunque tutti mostri? Ci consideriamo vittime ma siamo consci di indossare anche l’abito del carnefice? Quanto male abbiamo fatto per nostra scelta? Quanto per semplice dimenticanza?

2. “La sua ricerca si focalizza sull’abbattimento dei tabù, sull’opposizione e sovrapposizione di immagini come amore e morte”: questa frase della tua biografia mi ha colpita. Cosa intendi esattamente? Ci vuoi fare un esempio tratto dal tuo libro?

Ho sempre detestato l’idea del tabù, il concetto stesso di tabù. Il fatto che sia meglio non parlare di qualcosa che c’è, che è vivo ed è tra noi mi crea lo stesso fastidio che mi provocherebbe una manciata di sabbia negli occhi. È politicamente scorretto parlare di alcuni argomenti? Chiamare le cose col proprio nome? Io non credo. Il connubio amore-morte mi ha accompagnata fin dai tempi del liceo classico. Credo che i due concetti siano un po’ come l’alpha e l’omega, inizio e fine, senza l’uno manca l’altro. Nel mio scritto amore e morte camminano a braccetto come compagni, spesso come estensione l’una dell’altro. “Ti amo da morire”, lo diciamo spesso ma cosa significa? Hai presente il raptus incontrollato che si prova quando siamo spinti da un sentimento di violenza? Credo sia lo stesso nell’amore. Non sono amori comuni, quelli che racconto ma sono veri, più veri di tanti altri. Mi viene in mente la strofa di una canzone sentita di recente: “il vero amore ci distruggerà”. Amore e morte non sono gli unici esempi di opposizioni cui ho fatto riferimento, molte volte ho messo insieme sacro e profano, violenza e dolcezza.

3. Quanto influiscono l’arte e la musica sulla tua scrittura? Qual è la tua “bolla” di ispirazione preferita per metterti al pc?

L’arte e la musica influiscono in maniera totalitaria. La musica riesce a trasportarmi davvero altrove, in una realtà che poi è quella che scrivo. Spesso mi ritrovo a sentirne anche i suoni, gli odori e la stessa confusione eppure sono al semaforo ad aspettare di passare mentre vivo già nel capitolo successivo. L’arte in sé poi, forse ancora di più. Se la musica ha importanza sull’ispirazione, l’arte la ha sulla resa: aver vissuto d’arte per una vita mi ha permesso di vedere chiaramente con la vista e con tutti gli altri sensi la scena che creerò, la vedo già, ne traccio i contorni e la scenografia, la gravità, la pesantezza o lo squallore.

4. Quanto è importante secondo te avere una mente aperta e combattere i tabù? Il luogo comune che incontri più di frequente e che potrebbe essere la premessa per un tuo futuro libro?

L’arte e la musica influiscono in maniera totalitaria. La musica riesce a trasportarmi davvero altrove, in una realtà che poi è quella che scrivo. Spesso mi ritrovo a sentirne anche i suoni, gli odori e la stessa confusione eppure sono al semaforo ad aspettare di passare mentre vivo già nel capitolo successivo. L’arte in sé poi, forse ancora di più. Se la musica ha importanza sull’ispirazione, l’arte la ha sulla resa: aver vissuto d’arte per una vita mi ha permesso di vedere chiaramente con la vista e con tutti gli altri sensi la scena che creerò, la vedo già, ne traccio i contorni e la scenografia, la gravità, la pesantezza o lo squallore.

5. Come di consuetudine ti chiedo tre ingredienti indispensabili per il successo editoriale.

Purtroppo ancora non ho conosciuto il successo editoriale ma penso che i tre elementi fondamentali siano: una buona storia, una buona strategia di marketing e una buonissima dose di fortuna. Ne aggiungo un quarto che ritengo indispensabile: serve tanto ma tanto coraggio.

 

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