Perché non scriverò più romance

Perché non scriverò più romance.

Da un anno a questa parte ho manifestato una certa insofferenza verso il mio genere “natio” e la volontà di scrivere qualcosa di diverso, meno connotato in paletti specifici, si è fatta prepotente.

Mi sono chiesta mille volte come fare questo passaggio, ho cambiato letture e cominciato a variare trame e tematiche rivolgendo la mia attenzione sempre più alla narrativa sentimentale.

Volevo fare un salto di qualità, aprire i miei orizzonti verso un nuovo modo di narrare. Con questo intento è nato Il faro dei desideri (In)espressi. Ma ho commesso un errore grave, ho cercato di uscire dalla narrativa di genere con una storia sentimentale molto simile a quelle che scrivevo di solito e nel corso delle varie riscritture mi sono accorta che stavo tornando sempre più al romance.

E’ come aprire una porta e scoprire che è la stessa che hai varcato poco prima. Mi sentivo sconfortata perché avevo buttato un anno dietro una storia che non aveva nulla di diverso dai libri precedenti e non si avvicinava neanche un po’ al risultato che volevo ottenere. Non capivo come uscire dalla gabbia che io stessa mi ero creata. Questo mi ha fatto penare molto.

Poi, ieri mi pare, mentre ero in macchina con il mio compagno e gli stavo descrivendo una scena che mi era venuta in mente, davvero anomala per me, ho capito cosa si intende per narrativa non di genere: una storia che non si identifica in un “contenitore” specifico. In cui puoi inserire più elementi diversi senza che uno prevalga sull’altro. Basta che siano coerenti, equilibrati e coesi fra loro (come diceva la mia professoressa di italiano).

Più facile a dirsi che a farsi, ovviamente. Ma per me me è stata un’illuminazione, la chiave per aprire quella gabbia.

Mentre sparavamo idee a raffica e io le appuntavo forsennatamente sul cellulare, ho realizzato che è questa la storia che voglio scrivere. Una storia senza confini di genere.

Quindi scusate se non scriverò più romance. L’amore sarà comunque presente in tutti i miei libri.

Scusate se non farò uscire il faro ma non pubblicherei mai un libro di cui non sono convinta.

Per i miei trent’anni voglio farmi un regalo: scrivere una storia che m renda FELICE e di cui essere orgogliosa. Mancano due anni. Ci riuscirò? Chi lo sa.

Ora però so qual’è la porta gusta da aprire.