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Valentina G. Bazzani – Writer

Intervista d’autore: Amneris Di Cesare

Posted by on Giu 1, 2019

Intervista d’autore: Amneris Di Cesare

Intervista ad Amneris di Cesare

Inizia oggi il ciclo di interviste d’autore che ci accompagnerà fino a luglio.

Rompe il ghiaccio in grande stile Amneris di Cesare, autrice dalla lunga carriera alle spalle, scrittrice,  editor e traduttrice. Grazie Amneris di essere qui con noi.

Scrittrice, editor e traduttrice: Amneris, sei una professionista a tutto tondo. Innanzitutto, complimenti! Come fai a conciliare i tre ruoli, a concentrarti sui testi degli autori che segui e poi staccare per tornare ai tuoi? Come si trova, in pratica, la propria dimensione e “identità d’autore”?

Premetto: sebbene viva la scrittura in tutte le sue forme con una passione quasi divorante, faccio fatica a riconoscermi in ciascuna delle qualifiche professionali che hai indicato. Sì, scrivo libri e ne ho pubblicati parecchi, ma ancora oggi definirmi “scrittrice” mi imbarazza. Forse perché considero il ruolo dello scrittore così importante e fondamentale da non credermi degna di tale “onore”? Non lo so spiegare bene, ma tant’è. Comunque sì, seguo alcuni autori con molto interesse, leggo le loro opere quando sono ancora in fase di maturazione, controllo la congruità del testo, la struttura e la credibilità dei personaggi, aiuto a sistemare le frasi, a correggere la grammatica, a snellire i periodi, a consigliare di allungare dove serve, a “mostrare” dove è necessario. Quando faccio da “beta-reader” generalmente faccio questo e molto altro, ma non edito per professione, quindi posso dirmi “editor”? Non saprei. Traduttrice: anche in questo caso, ho tradotto dall’inglese e del portoghese svariati romanzi. Ma più per amore dei testi che avevo letto in lingua originale rispetto al farne una professione stabile. Sono dunque traduttrice? Non saprei dire.

Per quanto riguarda la tua domanda, sul come faccia io a conciliare le tre cose, ti rispondo subito con un “è complicato”. Ci sono periodi dell’anno in cui non sono in grado di prendere in mano una penna e scrivere dei miei personaggi e delle mie storie, e in quel caso, vinco la sindrome da foglio bianco (che poi è più “indolenza” perché le idee ci sono, sono sempre lì, solo che non ho voglia di dedicarmici con costanza) leggendo e traducendo. Altri momenti, in cui ho come una sorta di urgenza a far uscire le mie idee dalla testa e rovesciarle sul foglio, e allora non penso ad altro. Diciamo che uso la regola del “molte idee e ben confuse”.

 

Quando ti ho conosciuta ho trovato in te, oltre che una professionista con una lunga esperienza alle spalle, un’autrice umile, sempre pronta a mettersi in gioco, agguerrita ma anche estremamente auto-critica, con una sconfinata passione per la scrittura.

Tutto questo si fa per amore, o sbaglio? Le ore passate su scalette che poi cancelleremo, personaggi che non vogliono volare. L’ansia della pubblicazione, l’onere della promozione. Come riesci ad affrontare i momenti bui ma anche quelli belli (che a volte fanno ancora più paura dei primi)?

Sicuramente tutto si fa per amore sconfinato per la scrittura. Soprattutto le ore passate a limare una storia che poi diventerà un racconto, una novella, un romanzo. Perché a parte il momento esaltante della creazione della storia e del “buttar giù” la trama, quello che c’è dopo è, ahimè, un processo assai noioso e sfibrante. La storia che hai ideato può essere valida, ma l’hai realizzata in maniera troppo riduttiva – è stato il caso di Riportami da te: un racconto per una rivista specializzata in racconti sentimentali, troppo lunga per essere pubblicata sul quotidiano, troppo corta per diventare un ebook ; ci ho lavorato per settimane, insieme a una editor bravissima e molto tosta, allungando, tagliando, rivedendo, rinforzando là dove era necessario, snellendo invece nei punti dove mi ero dilungata in modo eccessivo – e devi leggere, rileggere anche per trenta, quaranta volte lo stesso testo, e poi riscrivere per così tante volte da arrivare a odiare il testo che hai scritto e te stessa per averlo scritto. A chiederti almeno cento volte: ma chi me lo ha fatto fare? E la risposta è sempre la stessa: perché amo da impazzire la scrittura in tutte le sue sfaccettature. Per quello che riguarda l’ansia da pubblicazione, sono arrivata a un punto, dopo aver pubblicato ormai tante volte che  non mi devasta più. Sono curiosa, quello sì. Di come reagiranno i lettori – è il caso della mia prossima fatica, che dovrebbe uscire in estate: un testo un po’ diverso da quello che di solito scrivo, con tematiche e un linguaggio un po’ audaci e che forse provocherà qualche arricciata di naso – e di come saranno le recensioni una volta letto il libro. Ma è per quello che in fondo scrivo: per essere letta. E quindi va bene. Anche in caso di opinioni assolutamente negative. L’onere della promozione, lo ammetto, è davvero un peso. Riguardo invece a come si affrontano i momenti bui rispetto a quelli belli, ti dirò: fanno parte tutti del meraviglioso ruolo che la scrittura ha nella mia vita: una parte  importante ed estremamente seria. Le opinioni negative mi servono forse anche più di quelle positive per imparare e migliorare in futuro. Per il resto, chi si occupa di scrittura sa che un autore ha i suoi alti e i suoi bassi. Ho imparato a convivere con entrambi.

Parlando di pubblicazione, il 4 giungo tornerai con una novella, Riportami da te, per Delos digital, ma so che sarà solo una delle sorprese che stai preparando per noi. Ci vuoi parlare di questi progetti, cos’hanno significato per te?

Giugno è un mese pienissimo. Oltre a Riportami da te, infatti a giorni – sto ultimando proprio adesso i passaggi per la sua uscita – uscirà a breve la versione in lingua spagnola di Misterioso è il cuore, la mia seconda novella in self-publishing a cui sono particolarmente affezionata: forse una delle primissime storie che ho scritto, lievemente autobiografica – è ispirata a due grandi amici-affetti importanti nella mia gioventù, un sacerdote straordinario e un pittore davvero geniale che ormai non sono più – e online ormai da un po’ al prezzo di un caffè, è stata tradotta con mia grande soddisfazione in inglese e in portoghese. Confesso che mancava la versione in spagnolo e ci tenevo particolarmente. Una giovane traduttrice madrelingua si è offerta e ora che la traduzione è ultimata, stiamo compiendo gli ultimi passi per la sua pubblicazione. Poi c’è il romanzo new adult romance Rosa di mezzanotte che uscirà per goWare, a cura di Luigi Romolo Carrino, editor di eccezione: lavorare con lui è sempre un arricchimento professionale oltre che personale. Senza contare il progetto grande che sto ultimando e che spero di poter presto presentare ufficialmente: un romanzo corale che accompagnerà quattro bambine nell’età adulta passando attraverso gli anni ’70 e ’80 in maniera niente affatto romantica.

 

Riportami da te è una storia d’amore con protagonisti all’inizio molto giovani, ma infuso di sentimenti forti e maturi. C’è qualcosa fra le sue pagine dell’Amneris adulta, quella che forse ora vede il primo amore con sguardo più saggio, disincantato ma – come prova questa storia non privi di poesia? Cosa vorresti dire a tuoi protagonisti?

Riportami da te è ispirato anche questo ad almeno tre storie realmente accadute e in tre epoche differenti, e mira a raccontare una realtà che, pur trascorsi trent’anni e miriadi di cambiamenti sociali, molte cose ancora sono rimaste quasi fossilizzate, ferme nel tempo. Racconta infatti la storia d’amore tra Teresa e Matteo ai tempi del liceo, tenuta segreta perché il primo ragazzino di Teresa, migliore amico di Matteo, si rifiuta di accettare la fine della loro storia. Teresa condizionata da sensi di colpa e da pressioni famigliari, rinuncia al vero amore sottomettendosi ai ricatti morali della società e del ragazzo. Paradossalmente questa è una situazione che avviene anche oggi, alle soglie del 2020. Cosa direi ai protagonisti? Quello che direi ai miei figli: siate sempre sinceri verso voi stessi e coerenti. Non giocate con i sentimenti altrui ma allo stesso tempo non permettete mai che gli altri strumentalizzino  i vostri. Sincerità e coerenza sono le basi per una storia d’amore sana.

 

Una domanda che faccio a tutti gli autori con cui ho il piacere di chiacchierare nel mio piccolo salotto: tre ingredienti segreti per il “successo editoriale”.

Allora ti risponderò quando avrò raggiunto il “successo editoriale”. J

Scherzi a parte se invece vuoi chiedermi come si fa a raggiungere il traguardo di una pubblicazione con Casa Editrice Non a Pagamento e di una buona reputazione editoriale, ti rispondo che ci vuole solo una cosa: perseveranza, umiltà e fiducia. Perseveranza nell’impegnarsi per migliorare la propria scrittura, attraverso la  lettura, lo studio e lo sperimentare; umiltà nel ritenersi sempre in cammino verso una costante crescita e miglioramento; fiducia in se stessi e in ciò che si scrive.

Grazie ad Amneris per essere stata qui con noi

Alla prossima intervista d’autore.

Valentina

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