Social per scrittori: servono?

Buongiorno,

Come ho annunciato oggi nasce il gruppo facebook Parlando e Scrivendo (se volete farne parte questo è link per iscrivervi) dove commenteremo tutti gli articoli del blog. Per l’occasione ho deciso di affrontare un argomento particolare ma credo ancora caldo: i social per scrittori.

Tutti conoscerete, almeno per fama, Wattpad la piattaforma che ha dato i natali ad autori e autrici poi pubblicati da grandi case editrici. Ma non è l’unica piattaforma di questo genere, potrei nominare The Incipit o Interwine, recente scoperta, come esempi.

Che cosa sono i social per scrittori? Sono delle piattaforme stile social che permettono agli utenti di pubblicare le loro storie e ricevere dei feedback, anche in tempi molto brevi, da parte di una comunity di autori/lettori.

Questo cosa vuol dire per l’autore?

  • Raggiungere un pubblico anche molto vasto che si appassionerà alla storia, la farà salire in classifica e spingerà l’autore a continuare.
  • Avere un feedback prezioso e costante per poter migliorare i propri testi.
  • Avere un contatto diretto con i lettori

Cosa vuol dire per il lettore?

  • Entrare a far parte con i commenti del processo creativo, in quanto le storie pubblicate ad esempio su Wattpad in genere sono in constante evoluzione e si sviluppano anche in base ai consigli che i lettori danno all’autore.
  • Poter dialogare con l’autore.
  • Leggere storie gratuitamente.

Ci sono anche dei lati negativi, ovviamente, che spesso vengono enfatizzati molto più di quelli positivi, come il rischio di plagio (evitabile registrando la propria opera su un sito per la tutela dei diritti d’autore, come Patamu) il generalizzato disinteresse da parte dell’editoria tradizionale, salvo alcuni casi, verso le opere pubblicate su queste piattaforme, se non hanno ottenuto milioni di views di followers.

Quando ho pubblicato io su Wattpad c’era un abisso fra autori di Amazon, anche self, e autori “nativi” di Wattpad, come se fossero due mondi inconciliabili. Oggi questa distanza si è un po’ colmata a mio parere.

Tuttavia sento ancora opinioni contrastanti su questo genere di social, benché attiri un numero crescente di utenti: c’è chi pensa siano realtà di serie B o chi li usa come semplici mezzi promozionali, travisandone lo scopo. Ma ci dimentichiamo una cosa: sono due gli elementi che fanno il successo di un libro (come ha ricordato Sara Gavioli in questo video), la qualità di un testo, intesa anche come adeguamento di quel prodotto alle esigenze di mercato, e l’avere un pubblico. Wattpad potenzialmente dà entrambe le cose, come io stessa ho sperimentato. Che poi non tutti riescano ad ottenere visibilità è un altro discorso. Ma questo vale anche per Amazon.

Quindi alla domanda: i social per autori servono? La mia risposta è sì. Servono come palestra di scrittura, servono per coinvolgere i lettori nel processo creativo e imparare dai loro feedback, servono per creare una comunity di lettori intorno alle nostre opere che, se ci ben pensate, è l’unica vera forza motrice che può permetterci di raggiungere i risultati sperati.

E’ garantito? No. Però è divertente.