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Valentina G. Bazzani – Writer

Pianificazione Vs scrittura di getto

Posted by on Gen 24, 2019

Pianificazione Vs scrittura di getto

Esistono tanti tipi di autori, anzi si potrebbe dire che ognuno fa caso a sé, ma se guardiamo il modo in cui ciascuno di noi affronta la stesura di un libro, potremmo raggrupparli in due maxi categorie: quelli che pianificano una storia PRIMA di iniziare a scrivere e quelli che si lasciano trasportare dall’ispirazione e lavorano sulla struttura del testo dopo.

Ci sono vari e pro e contro per entrambe le opzioni, io le ho provate tutte e due quindi ve ne parlo un po’.

All’inizio scrivevo d’istinto. I primi libri (l’amore non si nega a nessuno, don’t  let me in, l’illusione di noi), sono partiti da un’idea da cui ricavavo una sinossi (molto simile a una quarta di copertina nel mio caso) e quella mi bastava. Iniziavo a scrivere di conseguenza e mi andava bene finché le storie erano semplici e lineari.

Quando però ho cominciato a concepire intrecci sempre più complicati (Quel viaggio insieme, Il faro dei desideri (in) espressi, ancora in lavorazione), ho avuto bisogno di pianificare la storia ancora prima di mettermi a scrivere.

Le fasi del processo creativo sono essenzialmente 3 (ne parleremo approfonditamente in un altro articolo):

  1. brainstorming
  2. progetto/outline
  3. stesure.

La fase di progettazione non si può saltare secondo me, ma non dev’essere per forza scritta. C’è chi aspetta un periodo di incubazione perché l’idea di formi nella propria testa e poi, quando si sente sicuro, inizia a scrivere. C’è chi butta giù tutto ciò che gli iene in mente e tutto resto esce di conseguenza. Ma è questo il punto: che di faccia il progetto per iscritto o no, per scrivere un romanzo è necessario avere le idee chiare. Non venitemi a dire che basta chiudere gli occhi e scrivere parole sul foglio per produrre qualcosa di buono, quella è la fase di brainstorming. Provate a iniziare una storia senza sapere bene cosa volete dire e dove volete andare a parare (almeno a grandi linee) e vi bloccherete alla prima buca.

Gli elementi che dovete conoscere prima di iniziare a scrivere sono:

  • L’idea prima (o premessa): Una frase in cui è racchiusa l’essenza della vostra storia, l’inizio, lo svolgimento e la fine.

L’idea prima del faro è: Un uomo e una donna che dopo la fine dei loro matrimonio tornano sull’isola in cui sono cresciuti e si innamorano per la seconda volta.

assicuratevi di inserire nella vostra premessa il chi (un uomo e una donna), quando (dopo dieci anni), dove( sull’isola in cui sono cresciuti) cosa fanno (si innamorano per la seconda volta).

  • il dramma primo del vostro personaggio (nel mio caso due), ciò che rende il nostro protagonista incompleto e genera il conflitto: nel mio caso, Tommaso è stato vittima di violenza domestica da bambino.
  • Ora ora ponete il vostro protagonista di fronte alla sua peggior paura (scaturita dal dramma primo) e otterrete il conflitto: Tommaso ha paura di diventare come suo padre, perciò sfugge dalle responsabilità. Ma noi lo porremo di fronte a una scelta che non potrà evitare. N.B ci sono due livelli di conflitto, maggiore e minore. Il conflitto minore riguarda il protagonista in sé per sé, il conflitto maggiore è ciò che anima l’intera storia.
  • Ora vi serve un tema e un messaggio: nel mio caso a) la violenza sulle donne, b)si può rinascere anche dopo il dolore più terribile.

E avrete tutti gli ingredienti per la vostra storia, non conta che li scriviate nero su bianco o no, l’importante è li abbiate chiari in mente.

(per approfondimenti vi consiglio di leggere il manuale di progettazione narrativa di Stefania Crepaldi, lo trovate a questo link)

L’outline è un’altra cosa, non sempre è necessario, dipende da voi e dal vostro modo di affrontare la stesura di un romanzo.

L’outline non è altro che la scaletta di tutti e capitoli e delle scene che compongono il vostro romanzo. Non è altro che l’intreccio, un canovaccio che potete scegliere di utilizzare o no. Chi è solito pianificare in modo accurato i propri romanzi in genere parte dalla fabula (l’elenco degli eventi del libro divisa in ordine cronologico) per poi dividerla in tre atti e alla fine scegliere come mostrarli al lettore, se in ordine lineare o a intreccio appunto. Sta a voi scegliere il grado di approfondimento. Tenete conto che se non lavorerete sulla struttura prima, probabilmente lo farete dopo in fase di editing e non è sempre facile. Ma questa è una vostro scelta.

Pro e contro dei due metodi: Nel corso degli anni per me la pianificazione è diventata fondamentale, ma mi rendo conto che toglie un po’ di spontaneità alla stesura, sebbene avere un progetto chiaro ci permette di scrivere senza pensare a cosa viene dopo e incappare in facili errori di trama.

Scrivere di getto è senz’altro più liberatorio, ma è più facile perdersi se non si hanno le idee chiare e il lavoro in editing spesso (ma non sempre, dipende dal vostro livello) è più pesante.

Quindi in conclusione, non esiste un metodo migliore dell’altro: esiste ciò che è più congeniale per voi, anche un mix dei due. Non fatevi sminuire e non sentitevi in difetto se preferite uno rispetto che l’altro, scegliete il metodo che si adatti alla vostra scrittura e sopratutto sia flessibile, non vi faccia sentire costretti in paletti troppo rigidi. Alla fine ogni libro è diverso, così come ogni autore.

Spero che questo articolo possa esservi stato utile.

un abbraccio,

Valentina