Guida alla sopravvivenza nel mondo dell’editoria – primi passi

Ripropongo qui una rubrica che avevo scritto l’anno scorso per un progetto dedicato al mondo di Wattpad, The Babbers, una mini rubrica alla sopravvivenza nel mondo editoriale. Ho realizzato questi articoli per rispondere alle domande che alcuni autori mi facevano ma anche perché so quanto può essere dura all’inizio orientarsi in questo campo.

Premessa:

I consigli, le nozioni, le informazioni che riporterò sono relativi alla mia esperienza in particolare, che può molto differente dalla vostra. Quindi non prendetele come leggi scritte nella pietra ma solo spunti per trovare la strada più adatta a voi. Preciso inoltre che io non sono un editor ne un agente, ne un’editrice, ne una talent scout… sono semplicemente un’autrice che come voi ha dovuto farsi strada in quella che molto spesso è una giungla editoriale e che sente il dovere di condividere la propria esperienza.

Quanto sarà lunga questa rubrica?

Riproporrò prima di tutto gli articoli pubblicati su Wattpad e poi, se vorrete, andremo avanti con scadenza regolare. Ergo, lasciate un commento per dirmi cosa ne pensate o se siete d’accordo/disaccordo con quanto scrivo.

I primi passi 

Otto anni fa, all’alba dei miei 19 anni, scrivevo e pubblicavo il mio primo romanzo: Guardati con i miei occhi, un “capolavoro” di oltre 300 mila battute (lunghezza record per me).

Se ci penso adesso mi viene da ridere, ma allora ovviamente non sapevo nulla del mondo dell’editoria ne di come si scrive un libro. Non avevo mai sentito parlare di editing, case editrici free o pagamento, self, promozione ecc. Pensavo che bastasse scrivere un libro e trovare qualcuno che me lo pubblicasse così com’era per vederlo arrivare in libreria. (E’ un’ingenuità che oggi un po’ rimpiango ma per chi è all’inizio può essere molto pericolosa.)

Il self ancora non esisteva quindi le case editrici erano l’unica opzione. Mi sono lanciata in quell’avventura con l’entusiasmo e la sconsideratezza di una principiante, con molti sogni ma poca consapevolezza della mia scrittura e di quanto dovesse ancora maturare.

Il libro in questione era un romanzo rosa dalla trama banale, ma al tempo ovviamente mi sembrava un capolavoro, con il classico ragazzo “figo” ma anche dolce e gentile che di innamorava, ovviamente, della protagonista timida e imbranata perché… “la bellezza è quella interiore e invisibile agli occhi!” I personaggi quindi risultavano stereotipati e la storia piena di cliché tipici di questo genere ma ehi, era il mio primo romanzo! Ci avevo speso tempo e fatica, doveva per forza essere perfetto.

Ecco il primo errore: nessun libro è perfetto. In editoria non esistono libri perfetti, per vari motivi che approfondiremo in seguito. Ma è nostro dovere fornire un prodotto editoriale valido che si avvicini il più possibile alla nostra idea di perfezione.

Ma io forte della convinzione che meritasse, ho cominciato a cercare una casa editrice e a far girare il mio libro (im)perfetto a random, finché un editore mi ha risposto!

Ero felicissima. A che importava fosse piccolissimo, che non facesse nessuna promozione, che dopo l’editing (a pagamento) il libro presentasse ancora dei refusi e che la qualità del volume fosse pessima?

No, in realtà non ero soddisfatta.

Mi mancavano le conoscenze e competenze che solo anni di gavetta (ancora in corso) mi avrebbero dato.

A poco è servito tampinare le altre autrici fb per ottenere informazioni e capire come correggere il tiro. Certe cose le devi imparare sulla tua pelle. 

Ma se siete all’inizio posso comunque darvi qualche dritta:

  1. Ogni libro, per definirsi un un testo idoneo alla pubblicazione ha bisogno di un editing professionale (di cui parleremo in un articolo dedicato). Niente fai da te, rivolgetevi a un buon editor che vi aiuti a migliorare il vostro lavoro sia dal punto di vista della forma che del contenuto.
  2. Non fermatevi alla prima stesura. Se alla fine di questa il vostro libro vi sembrerà perfetto, non cascateci, chiedete una scheda di valutazione. E’ uno strumento efficace per rendersi conto delle potenzialità e dei difetti di un testo, ma più economico di un editing.
  3. La vostra opera è pronta, editata e in versione definitiva. E’ ora di cercare una casa editrice. Come fare? L’errore più comune è quello di digitare su un motore di ricerca “case editrici” e inviare il file a raffica, senza prestare attenzione al sito, al catalogo e alle modalità di invio indicate dai singoli editori. Lo sconsiglio caldamente in quanto il 70% di quelle case editrici non vi risponderà, il 25% sarà a pagamento e forse solo il 5% sarà disposto a valutare davvero il vostro romanzo. Trovare una buona casa editrice è difficile per un autore quanto per un editore trovare un libro su cui valga veramente la pena scommettere. Ma succede, continuamente. Quindi non arrendetevi. Guardatevi intorno, scandagliate internet e social, chiedete informazioni a persone esperte con cui magari avete contatti e stilate una lista di case editrici secondo voi papabili. Quindi andate a visitare il loro sito prestando particolare attenzione al catalogo, la distribuzione e le modalità di invio. Se alla fine siete convinti, buttatevi. Ma niente invii multipli!
  4. Ma basta davvero inviare solo il manoscritto? No molte case editrici chiedono di allegare una scheda tecnica del libro, con indicati: il titolo, l’autore, il genere, il numero di battute complessive, se è un’opera auto-conclusiva o parte di una serie, il target di riferimento. Inoltre serve una sinossi sintetica, ma esaustiva della storia (compreso il finale) e la biografia dell’autore. Infine, serve scrivere qualche riga di presentazione da inserire nel corpo dell’email.

Il discorso sarebbe molto più ampio di così, ma lo approfondiremo prossimi di questa rubrica alla “sopravviveva” nel mondo editoriale.

Spero che l’idea via piaccia e possa essere utile.

Un abbraccio,

Valentina